Obbligazioni governative e corporate: le differenze principali

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All’interno del mercato obbligazionario esistono due grandi categorie di titoli di debito: le obbligazioni governative, emesse dagli Stati sovrani, e le obbligazioni corporate, emesse da società private. Sebbene entrambe rappresentino strumenti con cui l’investitore presta capitale in cambio del pagamento di cedole periodiche e della restituzione del capitale a scadenza, le due tipologie si differenziano in modo sostanziale per profilo di rischio, potenziale rendimento e regime fiscale applicato. Questo articolo descrive le principali caratteristiche distintive, a fini puramente informativi.

Cosa sono le obbligazioni governative

Le obbligazioni governative sono titoli di debito emessi da uno Stato per finanziare la spesa pubblica. In Italia le principali tipologie sono:

  • BOT (Buoni Ordinari del Tesoro), con scadenza entro i 12 mesi e privi di cedola, il cui rendimento è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso;
  • BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), con scadenze da 3 a 50 anni, che pagano cedole periodiche a tasso fisso;
  • CCT (Certificati di Credito del Tesoro), a tasso variabile, indicizzati generalmente a un parametro di riferimento del mercato monetario.

Esistono inoltre obbligazioni emesse da enti sovranazionali, come la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) o l’Unione Europea, che ricevono lo stesso trattamento fiscale dei titoli di Stato quando rientrano nella cosiddetta white list, ossia l’elenco dei Paesi e degli enti che garantiscono un adeguato scambio di informazioni con l’amministrazione fiscale italiana.

Cosa sono le obbligazioni corporate

Le obbligazioni corporate sono titoli emessi da società private per finanziare le proprie attività, i propri investimenti o il proprio debito. Anche in questo caso l’obbligazionista riceve cedole periodiche e, a scadenza, il rimborso del capitale nominale, salvo il verificarsi di eventi di default dell’emittente.

Il rischio di credito come elemento distintivo

La principale differenza tra le due categorie riguarda il rischio di credito, ossia la probabilità che l’emittente non sia in grado di onorare il pagamento delle cedole o il rimborso del capitale. Tale rischio viene generalmente misurato attraverso il rating, un giudizio sintetico assegnato da agenzie specializzate che esprime il merito creditizio dell’emittente:

  • gli Stati sovrani con economie stabili tendono ad avere un rischio di credito percepito come inferiore rispetto alla generalità delle società private, anche se il livello di rischio varia significativamente da Paese a Paese;
  • le società private presentano un profilo di rischio che dipende dal settore di attività, dalla solidità patrimoniale, dal livello di indebitamento e dalle prospettive di redditività;
  • le obbligazioni corporate con rating più basso, definite anche high yield, offrono generalmente cedole più elevate a fronte di un rischio di credito maggiore.

Il regime fiscale applicato

Un ulteriore elemento di differenziazione riguarda il trattamento fiscale dei proventi:

  • le obbligazioni governative italiane e i titoli equiparati (compresi quelli sovranazionali in white list) sono soggetti a un’imposta sostitutiva agevolata del 12,5% su cedole e plusvalenze;
  • le obbligazioni corporate sono invece tassate con l’aliquota ordinaria del 26%, applicata sia alle cedole percepite sia alle eventuali plusvalenze realizzate in caso di vendita prima della scadenza.

Questa differenza di aliquota incide sul rendimento netto effettivamente percepito dall’investitore e va tenuta in considerazione insieme al livello di rischio associato a ciascun titolo.

Rendimento e altri fattori da considerare

Il rendimento di un’obbligazione riflette, tra gli altri fattori, il rischio di credito dell’emittente: a parità di scadenza, un’obbligazione corporate tende a offrire un rendimento superiore rispetto a un titolo governativo dello stesso Paese, come compensazione per il maggiore rischio assunto dall’investitore. Altri elementi rilevanti nella valutazione di un titolo obbligazionario comprendono:

  • la durata finanziaria (duration), che misura la sensibilità del prezzo del titolo alle variazioni dei tassi di interesse;
  • la liquidità del titolo sul mercato secondario, ossia la facilità con cui può essere acquistato o venduto prima della scadenza;
  • eventuali garanzie o clausole contrattuali (covenants) previste dal regolamento di emissione, più frequenti nelle obbligazioni corporate.

Titoli di Stato esteri e diversificazione

Accanto ai titoli di Stato italiani, esistono obbligazioni governative emesse da altri Paesi, il cui trattamento fiscale dipende dall’inclusione o meno nella white list. I titoli governativi e corporate possono inoltre essere acquistati anche indirettamente, attraverso fondi comuni di investimento o ETF obbligazionari, che permettono di ottenere una diversificazione su un paniere di emittenti diversi, con un profilo di rischio e un regime fiscale che dipendono dalla composizione dello strumento stesso.

Le modalità di acquisto sul mercato

Le obbligazioni, sia governative sia corporate, possono essere acquistate in due momenti distinti: in fase di emissione, attraverso il mercato primario (ad esempio le aste del Tesoro per i titoli di Stato italiani, o il collocamento diretto per le emissioni corporate), oppure successivamente sul mercato secondario, dove i titoli già emessi vengono scambiati a un prezzo che può essere superiore o inferiore al valore nominale, in funzione dell’andamento dei tassi di interesse e della percezione del rischio di credito dell’emittente. Il prezzo di un’obbligazione sul mercato secondario riflette quindi non solo le caratteristiche originarie del titolo (cedola, scadenza, valuta), ma anche le condizioni correnti dei mercati finanziari al momento della negoziazione.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.

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