Cos’è la diversificazione di portafoglio e perché è importante

Icona di un grafico in crescita con freccia, a rappresentare gli investimenti — Cos’è la diversificazione di portafoglio e perché è importante

La diversificazione di portafoglio è uno dei principi fondamentali della teoria degli investimenti, e consiste nella distribuzione del capitale su più strumenti finanziari, settori, aree geografiche e classi di attivo, con l’obiettivo di ridurre l’impatto che l’andamento negativo di un singolo investimento può avere sul risultato complessivo del portafoglio. Il concetto si basa su un principio statistico: quando i rendimenti di più attività non sono perfettamente correlati tra loro, la combinazione di tali attività in un portafoglio può ridurre la variabilità complessiva del risultato rispetto alla somma dei rischi individuali.

Il rischio specifico e il rischio sistematico

Per comprendere la funzione della diversificazione è utile distinguere tra due tipologie di rischio:

  • Rischio specifico (o idiosincratico): legato a fattori propri di una singola società, settore o area geografica, come una crisi aziendale, un evento normativo settoriale o una difficoltà economica locale
  • Rischio sistematico (o di mercato): legato a fattori macroeconomici generali che influenzano l’intero mercato, come variazioni dei tassi di interesse, cicli economici o eventi geopolitici di ampia portata

La diversificazione agisce principalmente sul rischio specifico: aumentando il numero di strumenti detenuti in portafoglio e riducendo la concentrazione su singoli emittenti o settori, l’incidenza di un evento negativo circoscritto a una singola posizione si riduce proporzionalmente. Il rischio sistematico, al contrario, non può essere eliminato attraverso la sola diversificazione, poiché riguarda l’intero mercato di riferimento.

Le dimensioni della diversificazione

La diversificazione di portafoglio può essere realizzata su diverse dimensioni, spesso combinate tra loro:

  • Diversificazione per classe di attivo: azioni, obbligazioni, liquidità, immobiliare, materie prime
  • Diversificazione geografica: distribuzione degli investimenti su diverse aree economiche e valutarie
  • Diversificazione settoriale: distribuzione tra settori economici con dinamiche di ciclo differenti
  • Diversificazione per emittente: riduzione della concentrazione su singoli soggetti emittenti, sia in ambito azionario sia obbligazionario
  • Diversificazione temporale: distribuzione degli investimenti nel tempo, ad esempio attraverso piani di accumulo periodici

La correlazione tra gli strumenti finanziari

L’efficacia della diversificazione dipende in larga misura dal grado di correlazione tra gli strumenti detenuti in portafoglio. Due attività si dicono correlate positivamente quando tendono a muoversi nella stessa direzione, correlate negativamente quando tendono a muoversi in direzioni opposte, e non correlate quando il loro andamento è indipendente l’uno dall’altro. Un portafoglio composto da strumenti con basso grado di correlazione reciproca tende a presentare, a parità di rendimento atteso, una variabilità complessiva inferiore rispetto a un portafoglio composto da strumenti fortemente correlati tra loro.

I limiti della diversificazione

È importante sottolineare che la diversificazione non elimina il rischio di investimento, ma contribuisce a ridurne una componente specifica. Inoltre, in fasi di forte turbolenza dei mercati finanziari, le correlazioni tra le diverse classi di attivo tendono spesso ad aumentare temporaneamente, riducendo l’efficacia della diversificazione proprio nei momenti in cui sarebbe più utile. Va inoltre considerato che una diversificazione eccessiva, oltre una certa soglia, può comportare costi di gestione crescenti senza un corrispondente beneficio in termini di riduzione del rischio, un fenomeno talvolta definito come diworsification.

Gli strumenti utilizzati per diversificare

Nella pratica, la diversificazione di portafoglio viene spesso realizzata attraverso strumenti che replicano al loro interno un ampio numero di titoli, come i fondi comuni di investimento e gli exchange traded fund (ETF), che permettono di ottenere un elevato grado di diversificazione anche con capitali contenuti, senza la necessità di acquistare singolarmente un numero elevato di titoli.

Il ruolo della diversificazione nella costruzione del portafoglio

La diversificazione rappresenta uno degli elementi centrali nella costruzione dell’asset allocation di un portafoglio, insieme alla definizione dell’orizzonte temporale e della tolleranza al rischio dell’investitore. La combinazione di questi elementi concorre a definire una struttura di portafoglio coerente con gli obiettivi e le caratteristiche specifiche di ciascun investitore.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.

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