La Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica Italiana, istituita nel 1893 e oggi parte integrante dell’Eurosistema, il sistema che riunisce la Banca Centrale Europea (BCE) e le banche centrali nazionali degli Stati membri dell’area euro. Pur avendo mantenuto la propria autonomia istituzionale, dal 1998, con l’avvio della terza fase dell’Unione Economica e Monetaria europea, la Banca d’Italia opera in stretto coordinamento con la BCE e con le altre banche centrali nazionali, condividendo con esse compiti fondamentali per la stabilità economica e finanziaria del Paese e dell’area euro.
Le funzioni di politica monetaria
Come componente dell’Eurosistema, la Banca d’Italia partecipa alla definizione e all’attuazione della politica monetaria unica dell’area euro. Il Governatore della Banca d’Italia siede nel Consiglio direttivo della BCE, l’organo che stabilisce gli orientamenti di politica monetaria per l’intera area euro, tra cui le decisioni sui tassi di interesse di riferimento. A livello nazionale, la Banca d’Italia contribuisce all’attuazione operativa di tali decisioni, gestisce le riserve valutarie e auree del Paese e partecipa alla gestione dei sistemi di pagamento.
La vigilanza bancaria e finanziaria
Una delle funzioni storiche e più rilevanti della Banca d’Italia è la vigilanza sul sistema bancario e finanziario italiano, con l’obiettivo di garantire la sana e prudente gestione degli intermediari vigilati, la stabilità complessiva del sistema, l’efficienza e la competitività del settore, nonché il rispetto della normativa di settore. Dal 4 novembre 2014 questa funzione si esercita nell’ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico (SSM – Single Supervisory Mechanism), il sistema europeo di vigilanza bancaria che coinvolge la BCE e le autorità di vigilanza nazionali degli Stati partecipanti all’unione bancaria. In base a questo meccanismo:
- le banche significative (individuate in base a criteri dimensionali e di rilevanza sistemica) sono vigilate direttamente dalla BCE, in collaborazione con la Banca d’Italia, nell’ambito di gruppi di vigilanza congiunti;
- le banche meno significative restano sotto la vigilanza diretta della Banca d’Italia, secondo criteri e metodologie armonizzate a livello europeo e sotto il coordinamento della BCE.
La vigilanza si estende inoltre agli intermediari finanziari non bancari, alle società di gestione del risparmio e ad altri soggetti operanti nel sistema finanziario, secondo le rispettive competenze previste dalla normativa.
La tutela della stabilità finanziaria
La Banca d’Italia svolge un ruolo attivo nel monitoraggio dei rischi sistemici che possono minacciare la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso, in coordinamento con le altre autorità nazionali ed europee, tra cui il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (ESRB). Questa attività comprende l’analisi delle condizioni macroeconomiche e finanziarie, l’individuazione di potenziali vulnerabilità del sistema bancario e finanziario, e l’adozione, ove di propria competenza, di misure macroprudenziali volte a prevenire o mitigare l’accumulo di rischi sistemici.
Il rapporto con la Consob e la ripartizione delle competenze
Nel sistema di vigilanza italiano, la Banca d’Italia opera in un quadro di ripartizione delle competenze con la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), secondo il cosiddetto modello “per finalità”: alla Banca d’Italia competono, in linea generale, gli obiettivi di stabilità e sana gestione degli intermediari, mentre alla Consob compete la tutela della trasparenza e della correttezza dei comportamenti nei confronti degli investitori e dei risparmiatori, con particolare riferimento ai mercati mobiliari e all’offerta di prodotti e servizi finanziari. Le due autorità collaborano e si scambiano informazioni nell’esercizio delle rispettive funzioni di vigilanza.
Altre funzioni istituzionali
Oltre alla vigilanza e alla politica monetaria, la Banca d’Italia svolge ulteriori funzioni di rilievo pubblico, tra cui:
- la gestione della tesoreria dello Stato, in qualità di tesoriere della Repubblica Italiana;
- la sorveglianza sui sistemi di pagamento, al fine di garantirne l’efficienza e la sicurezza;
- la tutela della clientela dei servizi bancari e finanziari, anche attraverso l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e intermediari;
- la produzione di analisi statistiche ed economiche sul sistema finanziario e sull’economia italiana;
- la prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, attraverso l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), istituita presso la Banca d’Italia.
Gli strumenti macroprudenziali
Nell’ambito delle proprie competenze di stabilità finanziaria, la Banca d’Italia dispone di strumenti macroprudenziali che possono essere attivati per contenere l’accumulo di rischi sistemici nel settore bancario e finanziario, come, ad esempio, la definizione di requisiti patrimoniali aggiuntivi per le banche (buffer di capitale anticiclico e per le banche di rilevanza sistemica) o misure volte a limitare l’espansione eccessiva del credito in specifiche fasi del ciclo economico. Tali strumenti vengono utilizzati in coordinamento con il quadro regolamentare europeo e, per le decisioni di maggiore rilievo, in raccordo con la BCE, che dispone di poteri di intervento anche in materia macroprudenziale nell’ambito del Meccanismo di Vigilanza Unico.
Un’istituzione integrata nel contesto europeo
Il ruolo della Banca d’Italia si colloca oggi in un contesto istituzionale profondamente integrato a livello europeo, in cui le funzioni di politica monetaria e vigilanza bancaria vengono esercitate in coordinamento con la BCE e con le altre autorità dell’Eurosistema e del Meccanismo di Vigilanza Unico, mantenendo al contempo competenze e responsabilità dirette a livello nazionale, in particolare nei confronti degli intermediari di minori dimensioni e nella tutela dei risparmiatori.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.