Tra gli indicatori macroeconomici più citati nell’informazione finanziaria c’è il PIL, il Prodotto Interno Lordo. Capire cosa misura e perché viene seguito da chi investe aiuta a interpretare correttamente molte notizie economiche.
Cos’è il PIL
Il Prodotto Interno Lordo è il valore monetario complessivo di tutti i beni e servizi finali prodotti all’interno di un Paese in un determinato periodo di tempo, generalmente un trimestre o un anno. È l’indicatore più utilizzato per misurare la dimensione e l’andamento di un’economia nazionale.
Il PIL può essere misurato in termini nominali (a prezzi correnti) o in termini reali (depurato dall’effetto dell’inflazione), quest’ultimo più adatto a confrontare la crescita economica tra periodi diversi.
Come si calcola
Il PIL può essere calcolato con tre approcci che, in teoria, portano allo stesso risultato:
- Approccio della spesa: somma dei consumi delle famiglie, degli investimenti delle imprese, della spesa pubblica e delle esportazioni nette (esportazioni meno importazioni);
- Approccio del valore aggiunto: somma del valore aggiunto prodotto da ciascun settore economico (agricoltura, industria, servizi);
- Approccio del reddito: somma di tutti i redditi generati nell’economia (salari, profitti, rendite).
Perché interessa chi investe
La crescita o contrazione del PIL fornisce indicazioni sullo stato di salute generale di un’economia, e viene osservata insieme ad altri indicatori (occupazione, inflazione, produzione industriale) per valutare il contesto macroeconomico in cui operano le imprese quotate e in cui si muovono i mercati finanziari. Un’economia in crescita tende ad associarsi, storicamente, a condizioni più favorevoli per gli utili aziendali; una fase di contrazione (recessione, convenzionalmente definita come due trimestri consecutivi di PIL in calo) è invece spesso associata a un contesto più difficile per le imprese e i mercati.
Va precisato che la relazione tra andamento del PIL e andamento dei mercati finanziari non è né automatica né immediata: i mercati finanziari tendono ad anticipare le aspettative sull’economia futura, per cui possono muoversi anche prima che i dati sul PIL vengano pubblicati.
Dove si trovano i dati sul PIL
In Italia, i dati sul PIL sono pubblicati periodicamente dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica); a livello europeo da Eurostat; a livello internazionale da organismi come il Fondo Monetario Internazionale e l’OCSE, che pubblicano anche stime e previsioni sull’andamento futuro delle principali economie.
I limiti del PIL come indicatore
Pur essendo l’indicatore macroeconomico più utilizzato, il PIL non misura alcuni aspetti rilevanti del benessere economico e sociale, come la distribuzione della ricchezza, la sostenibilità ambientale o il valore del lavoro non retribuito. Per questo motivo viene spesso affiancato da altri indicatori nell’analisi del contesto economico.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata né una previsione sull’andamento dei mercati finanziari.