Gli ETF (Exchange Traded Fund) sono strumenti finanziari che replicano l’andamento di un indice di riferimento, come un indice azionario o obbligazionario, e sono negoziati in borsa come le azioni. Uno degli aspetti tecnici da conoscere per comprenderne il funzionamento è la modalità con cui questi strumenti realizzano concretamente la replica dell’indice: fisica o sintetica. Si tratta di una distinzione che incide sulla struttura interna del fondo e sui rischi ad essa collegati.
Cos’è la replica fisica
Gli ETF a replica fisica realizzano l’obiettivo di investimento acquistando direttamente i titoli che compongono l’indice di riferimento. Il patrimonio del fondo è quindi costituito, in tutto o in parte, dai titoli effettivamente detenuti. All’interno di questa categoria si distinguono due approcci:
- la replica fisica completa, in cui il fondo acquista tutti i titoli dell’indice nelle medesime proporzioni;
- la replica fisica a campionamento, in cui il fondo acquista un campione rappresentativo dei titoli dell’indice, selezionato con criteri statistici, generalmente utilizzata quando l’indice è composto da un numero molto elevato di titoli o include strumenti poco liquidi.
Cos’è la replica sintetica
Gli ETF a replica sintetica seguono un approccio diverso: non acquistano direttamente i titoli sottostanti l’indice, ma utilizzano strumenti derivati, in particolare contratti swap, stipulati con una controparte finanziaria. Attraverso questi contratti, la controparte si impegna a corrispondere al fondo il rendimento dell’indice replicato, in cambio del rendimento di un paniere di titoli detenuto dal fondo stesso (che può essere diverso dai componenti dell’indice replicato).
Il rischio di controparte negli ETF sintetici
L’utilizzo di contratti swap introduce un elemento specifico da conoscere: il rischio di controparte, ovvero il rischio che la controparte del contratto derivato non sia in grado di adempiere ai propri obblighi contrattuali. Questo rischio è tipico degli ETF a replica sintetica e non è presente, o è presente in misura molto più limitata, negli ETF a replica fisica.
All’interno della replica sintetica si distinguono generalmente due modelli operativi: lo swap unfunded, in cui il fondo detiene direttamente un paniere di titoli (definito basket sostitutivo) e stipula uno o più contratti swap con una o più controparti per scambiare il rendimento di tale paniere con quello dell’indice target; e lo swap funded, in cui il fondo trasferisce liquidità alla controparte in cambio dell’impegno di quest’ultima a restituire il rendimento dell’indice, ricevendo a garanzia un collaterale. Questa distinzione incide sulla struttura delle garanzie e sulle modalità con cui viene gestito il rischio di controparte.
Le garanzie previste dalla normativa UCITS
Il rischio di controparte connesso alla replica sintetica è oggetto di specifica regolamentazione a livello europeo, nell’ambito della normativa UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities), che disciplina i fondi comuni armonizzati distribuiti nell’Unione Europea. Tale normativa prevede meccanismi di mitigazione del rischio, tra cui:
- l’utilizzo di garanzie collaterali (collateral), ovvero attività che la controparte deposita a garanzia dei propri obblighi;
- un limite massimo, fissato per legge, alla quota di patrimonio del fondo che può essere esposta al rischio di controparte in un dato momento.
Questi meccanismi non eliminano il rischio di controparte, ma ne limitano l’entità potenziale entro soglie definite dalla regolamentazione.
Elementi di confronto tra le due modalità di replica
Le due modalità di replica presentano caratteristiche diverse che possono essere rilevanti in fase di analisi di uno strumento:
- la replica fisica offre generalmente maggiore trasparenza sulla composizione effettiva del patrimonio del fondo, che coincide (in tutto o in parte) con i titoli dell’indice;
- la replica sintetica può risultare più efficiente nel replicare con precisione indici composti da mercati poco liquidi o soggetti a restrizioni di accesso diretto per gli investitori esteri;
- entrambe le modalità comportano una struttura di costi, sintetizzata nel TER (Total Expense Ratio) del fondo, che va valutata insieme ad altri parametri come la qualità della replica e la liquidità dello strumento.
Il tracking error e la qualità della replica
Indipendentemente dalla modalità utilizzata, un parametro rilevante per valutare un ETF è il tracking error, ovvero la misura statistica dello scostamento tra il rendimento del fondo e il rendimento dell’indice replicato. Un tracking error contenuto indica che il fondo ha seguito l’andamento dell’indice in modo accurato nel periodo considerato. Sia gli ETF a replica fisica sia quelli a replica sintetica possono presentare tracking error diversi, che dipendono da una molteplicità di fattori, tra cui i costi di gestione, i costi di transazione sostenuti dal fondo, la fiscalità applicata ai dividendi nei diversi mercati e, per la replica fisica a campionamento, la precisione con cui il campione selezionato riproduce il comportamento dell’indice completo.
Dove reperire l’informazione sulla modalità di replica
La modalità di replica utilizzata da un ETF è un’informazione che viene riportata nel KID (Key Information Document) e nel prospetto informativo dello strumento, documenti che ogni fondo è tenuto a rendere disponibili agli investitori. La consultazione di questi documenti consente di conoscere non solo la modalità di replica, ma anche altri elementi rilevanti come i costi, il livello di rischio, la politica di distribuzione dei proventi (distribuzione periodica o accumulazione) e, nel caso della replica sintetica, l’identità della o delle controparti degli swap utilizzati e il livello di collateralizzazione applicato.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.