IVAFE: cos’è e come funziona l’imposta sugli investimenti esteri

Icona di un documento con simbolo percentuale, a rappresentare la fiscalità — Cos’è l’IVAFE per gli investimenti detenuti all’estero

Chi detiene attività finanziarie all’estero è tenuto, in determinate condizioni, al versamento di un’imposta specifica: l’IVAFE. Conoscerne il funzionamento è utile per chi ha rapporti con intermediari esteri o detiene investimenti fuori dai confini italiani.

Cos’è l’IVAFE

L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero) è un tributo dovuto dalle persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che detengono attività finanziarie al di fuori del territorio nazionale, a prescindere dal fatto che tali attività abbiano generato un reddito nel periodo di riferimento. È l’equivalente, per le attività detenute all’estero, dell’imposta di bollo applicata sugli strumenti finanziari detenuti presso intermediari italiani.

Su cosa si applica

L’IVAFE riguarda generalmente attività finanziarie detenute all’estero come conti correnti e depositi, titoli azionari e obbligazionari, quote di fondi comuni di investimento, polizze assicurative a contenuto finanziario e altri strumenti finanziari detenuti fuori dall’Italia, sia direttamente sia tramite intermediari esteri.

Come si calcola

L’imposta si calcola generalmente applicando un’aliquota proporzionale al valore di mercato delle attività finanziarie detenute all’estero al termine del periodo d’imposta (o al termine del periodo di detenzione, se inferiore all’anno), analogamente al meccanismo dell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari detenuti in Italia. Per i conti correnti e i depositi detenuti all’estero è prevista, in alcuni casi, un’imposta in misura fissa, con regole specifiche in base al Paese di detenzione.

Chi è tenuto al versamento

L’IVAFE è dovuta dalle persone fisiche residenti fiscalmente in Italia che detengono le attività finanziarie all’estero, generalmente tramite il quadro RW della dichiarazione dei redditi, che assolve anche alla funzione di monitoraggio fiscale delle attività detenute all’estero. Quando l’attività estera è detenuta tramite un intermediario italiano che effettua l’amministrazione del rapporto, in alcuni casi l’imposta può essere applicata direttamente da quest’ultimo, analogamente a quanto avviene per gli strumenti detenuti in Italia.

Perché è importante conoscerla

Con la crescente diffusione di intermediari e piattaforme di investimento estere, sempre più risparmiatori italiani si trovano a detenere attività finanziarie fuori dai confini nazionali, spesso senza essere pienamente consapevoli degli obblighi dichiarativi e impositivi che ne derivano. Conoscere l’esistenza dell’IVAFE e degli obblighi di monitoraggio fiscale collegati è un elemento importante per una gestione consapevole e conforme dei propri investimenti esteri.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo, non sostituiscono una consulenza fiscale personalizzata e non costituiscono raccomandazione di investimento. Per la propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente fiscale qualificato.

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