Tra gli strumenti assicurativi a disposizione delle famiglie italiane, la polizza infortuni è una delle coperture più diffuse ma anche tra le meno comprese nel loro reale funzionamento. Si tratta di un contratto assicurativo che indennizza l’assicurato in caso di eventi accidentali che provochino lesioni fisiche, invalidità permanente o, nei casi più gravi, il decesso. A differenza di altre forme di protezione, la polizza infortuni non è collegata a una specifica attività lavorativa o sportiva, salvo diversa indicazione contrattuale, e può coprire eventi che si verificano sia nella vita privata sia in quella professionale.
Cos’è una polizza infortuni
La polizza infortuni è un contratto con cui una compagnia assicurativa si impegna a corrispondere un indennizzo all’assicurato (o ai suoi beneficiari) qualora si verifichi un infortunio, definito generalmente come un evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna che produca lesioni corporali obiettivamente constatabili. Questa definizione esclude, salvo estensioni specifiche, le malattie e il logorio fisiologico dell’organismo, che rientrano invece nell’ambito di altre coperture come le polizze malattia o invalidità.
Il contratto può essere stipulato in forma individuale oppure collettiva, ad esempio come beneficio welfare offerto da un datore di lavoro ai propri dipendenti, o come garanzia accessoria abbinata a un mutuo, a una carta di credito o a un conto corrente.
Cosa copre generalmente
Le garanzie tipiche di una polizza infortuni comprendono:
- Invalidità permanente: indennizzo proporzionale al grado di invalidità riconosciuto a seguito dell’infortunio, calcolato secondo apposite tabelle medico-legali;
- Morte da infortunio: capitale liquidato ai beneficiari designati in caso di decesso dell’assicurato causato da un evento accidentale;
- Inabilità temporanea: indennità giornaliera per il periodo in cui l’assicurato non è in grado di svolgere la propria attività lavorativa;
- Rimborso spese mediche: copertura delle spese sostenute per cure, ricoveri o interventi resi necessari dall’infortunio, entro i massimali previsti.
Le condizioni di polizza definiscono con precisione le esclusioni, che possono riguardare, ad esempio, infortuni derivanti dalla pratica di sport considerati pericolosi, dall’uso di mezzi aerei non di linea o da stati di ubriachezza, ed è quindi opportuno leggere con attenzione il fascicolo informativo prima della sottoscrizione.
Come funziona il calcolo dell’indennizzo
In caso di invalidità permanente, l’indennizzo viene calcolato applicando alla somma assicurata la percentuale di invalidità accertata da un medico legale, secondo tabelle previste dal contratto o da riferimenti normativi come quelli utilizzati in ambito INAIL per specifiche fattispecie. Superata una soglia minima di invalidità, generalmente indicata in polizza, scatta il diritto all’indennizzo; al di sotto di tale soglia (le cosiddette “franchigie” di invalidità) non è previsto alcun pagamento.
Il regime fiscale della polizza infortuni
Dal punto di vista fiscale, i premi versati per polizze infortuni che coprono il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5% sono detraibili dall’IRPEF nella misura del 19%, entro un limite massimo di premio pari a 530 euro annui, per una detrazione massima pari a circa 100,7 euro. Il limite di detraibilità sale a 750 euro annui nel caso in cui il beneficiario della polizza sia una persona con disabilità grave.
La detrazione si applica anche ai premi versati a favore di familiari fiscalmente a carico ed è soggetta ai meccanismi generali di riduzione previsti per i redditi complessivi superiori a 120.000 euro, con azzeramento della detrazione oltre i 240.000 euro di reddito. Ai fini della detraibilità è necessario che il pagamento del premio avvenga con modalità tracciabili, quali bonifico o carta di pagamento, e che il contribuente conservi la relativa documentazione da presentare in dichiarazione dei redditi.
Gli indennizzi percepiti a seguito di un infortunio, sia in forma di capitale sia come rendita per invalidità permanente, non sono generalmente soggetti a tassazione, in quanto non costituiscono reddito ma un risarcimento del danno subito.
In quali situazioni può risultare rilevante
La polizza infortuni rappresenta uno strumento di protezione patrimoniale che può assumere rilievo in diverse circostanze: per chi svolge attività lavorative con un certo grado di rischio fisico, per chi pratica attività sportive, per nuclei familiari con un unico percettore di reddito, oppure come garanzia accessoria richiesta in abbinamento a un finanziamento o a un mutuo. La funzione di questo tipo di copertura è quella di attenuare l’impatto economico che un infortunio grave potrebbe generare, sia in termini di spese mediche sia di riduzione della capacità di reddito.
Differenza rispetto ad altre coperture assicurative
È utile distinguere la polizza infortuni da altre forme di protezione con cui viene talvolta confusa:
- la polizza vita copre il rischio di morte per qualsiasi causa, non solo accidentale, oppure ha finalità di risparmio e investimento;
- la polizza malattia copre le conseguenze di patologie, non di eventi accidentali;
- l’assicurazione invalidità permanente da malattia (Long Term Care o Dread Disease) copre situazioni di non autosufficienza o patologie gravi indipendentemente da un evento traumatico.
Molte polizze presenti sul mercato combinano più garanzie in un unico prodotto multirischio, per cui è importante verificare nel dettaglio quali eventi siano effettivamente coperti e quali esclusi.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.